corporación ecuatoriana
coloncheline
Colonche - Santa Elena - Guayas - Ecuador

Padre Bertram
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Un progetto di
svilupo integrale
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Cerchiamo: Mercato
equo e solidale
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Il promotore del
progetto: un profilo
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Una derivazione della
Fondazione ecuadoriana “Santa Maria del Fiat”
Notizie e nuovi prodotti
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Nella zona
montagnosa di Colonche, Penisola di Santa Elena, Guayas, Ecuador, coltiviamo
sabila o “aloe vera barbadense”, nella terra vergine, senza fertilizzante,
per garantire una crescita naturale e non accelerata delle piante.
Per mantenere le piante sempre verdi nella stagione secca procuriamo
l’umidità necessaria mediante l’irrigazione manuale.
Per non interferire in modo incisivo con le risorse idriche rinunciamo ad
una irrigazione ad alta tecnología, che metterebbe a rischio le già scarse
risorse di acqua potabile sotterranea nella nostra regione semidesertica.
In più, l’irrigazione manuale permette di rintracciare le eventuali
irregolarità nella crescita delle piante e anche costatare immediatamente la
presenza di malattie, se ce ne fossero (fin’ora non c’è ne stata nessuna).
Questo tipo di coltivazione – 100 % naturale - conta soltanto sul
lavoro manuale e pertanto si ottiene un prodotto di straordinaria qualità.
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Foglie crude in
cartoni senza trattamento.
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Polpa de Aloe Vera
impacchettata sotto vuoto nella quantità desiderata dal cliente
senza
addizione di conservanti. Si mantiene per 28 giorni.
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Polpa liquida in
bidoni da 200 litri con conservante acido ascorbico o “Para” -
secondo
il desiderio del cliente – senza addizione di acqua.
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Concentrato al 20 %
pastorizzato in taniche da 50 litri.
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Mermellate (sapori:
mango, papaya, banano, maracuya)
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Bibite: Limone,
Ananas, Mango, Maracuya
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Fichi d’india ·
Frutta fresca
in cartoni ·
Polpa di frutta
purificata ·
Concentrato di
polpa ·
Mermellata
senza zucchero, addolcita solo con miele |
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Foglie ·
Precotte ·
Pezzi in olio
di oliva ·
Pezzi in aceto
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La coltivazione e
produzione di Aloe vera e fico d’india si realizza in una zona ostile allo
sviluppo agricolo a causa di un clima semiarido e semidesertico. L’agricoltura
convenzionale – che richiede delle buone risorse idriche – non si è mai
sviluppata per la mancanza di acqua, di viabilità e infrastrutture.
Come alternativa abbiamo scelto le coltivazioni che non hanno bisogno di
una ingente irrigazione.
Nella nostra regione non mancano soltanto le infrastrutture tecniche ma
anche un buon sistema scolastico. Il sistema d’istruzione e formazione
funziona molto male e la gioventú, che non è messa in grado di progredire,
difficilmente saprà affrontare il futuro.
Il progetto “Aloe vera e fico d’india” è nato come base per le
scuole che dovranno autogestirsi. Cinque comunità (di 20 in tutto) stanno per
finanziare insegnanti aggiuntivi a quelli statali – assunti dalle stesse
comunità. Con questo programma speriamo di poter arginare la grande crisi di
formazione dei bambini della nostra zona.
Parallelamente vogliamo finanziare un Collegio particolare per poter
mantenere bassi i costi dell’educazione secondaria. Attualmente vi studiano
148 giovani.
Quello che all’inizio fu un progetto comunitario - e lo è ancora - si
è ampliato permettendo alle famiglie degli agricoltori di stabilizzare la loro
economia domestica. La coltivazione del mais non costituisce una vera rendita.
La consideriamo utile come un lavoro che occupa la gente ma non è fonte di
reddito.
La coltivazioni di aloe vera e fico d’india richiede esclusivamente il
lavoro manuale. Non ci sono
lavori meccanizzati. Questo
è un altro motivo per cui abbiamo scelto questi due prodotti, per creare posti
di lavoro.
Gli agricoltori hanno terreni propri e così conservano la loro dignità
di essere proprietari e
indipendenti. Come membri di una cooperativa si impegnano a ricevere una
formazione permanente.
In un periodo di 15 anni speriamo di poter alzare il livello di vita così
da soddisfare le necessità basilari come alimentazione, case degne e belle,
educazione superiore, accesso ai servizi sanitari e una modesta pensione per gli
stessi agricoltori.
Stiamo convinti che la zona rurale può favorire uno sviluppo umano
integrale, e siamo impegnati ad arginare la costante migrazione verso i centri
urbani del paese.
Coscienti di non poter competere con i grandi produttori di aloe del
mercato mondiale, cerchiamo dei soci di mercato che si indirizzano direttamente
ai clienti che cercano prodotti di alta qualità e che sono disposti a pagare un
prezzo solidale, giustificato dal metodo di produzione: crescita più lenta ma
più naturale.
Ancora stiamo nella fase iníziale e cerchiamo un credito d´investimento
per potere seminare più terreni e coinvolgere così più agricoltori. C’è
bisogno di un capitale di circa 500.000 dollari, il 40 % per la coltivazione e
60 % per la fabbrica di estrazione e trattamento. Interesse annuale: 6 %.
Durata: 10 anni.
Come garanzia si offre la fabbrica e 50 ettari di terreno coltivabile.
Nel settembre del 1994 il sacerdote svizzero P. B. Wick, è stato
nominato dall’arcivescovo di Guayaquil parroco della chiesa di Colonche. Negli
anni successivi il sacerdote mediante molti tentativi cercò di verificare le
coltivazioni piu adatte per questa zona semidesertica. Si sono fatti esperimenti
con ortaggi, frutta come papaya, ananas, uva, maracuya etc.
Il più adatti di sono rivelati: Aloe Vera
e fico d´india (Opuntia).
Il lavoro di un parroco non consiste solamente nell’assistenza e
direzione spirituale dei fedeli – il 90 % degli abitanti sono cattolici – ma
anche nell’impegnarsi costantemente per ottenere condizioni di vita più umane
alla sua gente. Tre anni fa è nato il Collegio (scuola secondaria) della
Parrocchia. Si è costruito un consultorio medico e una farmacia popolare.
Esiste un programma per 70 borse di studio – scuola secondaria e
università - ed esiste un programma di aiuto per 140 vedove soprattutto nel
campo della salute, assistenza medica gratuita.
Si sono costruite 90 case di cemento e si è ricostruita la chiesa
parrocchiale del secolo XVIII – un bel monumento in legno tropicale.
Tutte le risorse venivano dall’estero, specialmente dalla Svizzera,
Germania, Stati Uniti, Italia ed Austria.
Vogliamo superare la situazione di innumerevoli donazioni esterne ed
arrivare a soluzioni più degne dei nostri problemi per mezzo del nostro lavoro
e così migliorare le nostre condizioni di vita.
Due anni fa si è costituita un’associazione di agricoltori che benefìciano
dell’acquisto all’ingrosso di sementi e piante. Attraverso l’associazione possono ricevere anche piccoli crediti.
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Padre Bertram Wick è membro della Fondazione Ecuadoriana “Santa Maria del
FIAT”, con sede a Manglaralto, estremo nord della Penisola di Santa Elena.

Bajada/Colonche-Ecuador
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